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L'ANTRO CINEMATOGRAFICO
view post Posted on 9/4/2008, 16:35Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/6/2009, 21:02


Lancio in questa giornata grigia e solitaria un nuovo topic con il quale periodicamente mi spasserò a segnalarvi le follie che il cinema ci proporrà. O che, eventualmente, ci ha proposto in passato!


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Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte. [ Edgar Allan Poe ]
 
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view post Posted on 10/4/2008, 11:02Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/6/2009, 21:02


Ovviamente la discussione è aperta a tutti ;)




Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte. [ Edgar Allan Poe ]
 
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view post Posted on 14/4/2008, 20:12Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 3/6/2009, 12:50


Allora tanto vale inaugurare questo topic con Il cacciatore di aquiloni. Qualcuno di voi ha visto questo film? Cosa ne pensa? E paragonandolo al libro cosa dite?
Io ho letto il libro e non mi sarei mai aspettata di vedere sullo schermo una trama seguita molto molto bene. In genere tagliano e modificano tutto invece in questo caso hanno fatto un buon lavoro! Ovviamente il libro è meglio.
A voi! :)

Le qualità migliori della natura umana, come i fiori in boccio, si possono conservare solo avendone la massima cura. Eppure noi non trattiamo né noi stessi né gli altri con tanta tenerezza. (Henry David Thoreau, Walden ovvero Vita nei boschi)


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view post Posted on 19/4/2008, 22:47Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/6/2009, 21:02


Uscito da una manciata di mesi nelle sale cinematografiche, " Io non sono qua", film biografico sulla vita di Bob dylan attraverso le sue canzoni... I diversi capitoli della vita dell'artista interpretati da diversi attori tra i quali troviamo anche KAte Blanchett!!!!!!!!!!!!!!!

Per i curiosi inserisco il link del trailer visionabile su youtube.

http://youtube.com/watch?v=O6sr6Ao8xUU



Profeta, cantastorie, contestatore. Anticonformista, folle, genio assoluto del novecento. Io non sono qui è un viaggio nel tempo di Bob Dylan, attraverso il ritratto di sei personaggi – colti ognuno in un aspetto diverso della vita artistica e privata del menestrello americano – che intrecciano le loro storie di protesta, disagio, erranza e solitudine in una performance evocativa diretta da Todd Haynes. Anche stavolta, in un'ambientazione che riecheggia gli anni sessanta – avvicinandosi con forza alle tematiche dei suoi film più noti come Lontano dal paradiso e Velvet Goldmine – il regista americano sperimenta una narrazione frammentata e psichedelica, utilizzando sei diversi stili di regia all'interno di ogni microcosmo narrativo.
C'è Arthur, poeta simbolista che porta lo stesso nome di Rimbaud, interrogato e poi condannato da una commissione d'inchiesta per i suoi presunti legami con gruppi sovversivi e di estrema sinistra. C'è Woody (Guthrie) un bambino di undici anni scappato da un riformatorio e pronto a raggiungere il capezzale del morente omonimo, il cantante folk che ha influenzato per lungo tempo la musica di Dylan. Poi c'è Jack cantore della protesta al tempo della guerra in Vietnam, Robbie attore e motociclista, Jude l'androgino e cinico cantante folk, e per finire l'illuminato pastore John e il vecchio Billy (The Kid), ispirato al celeberrimo criminale. Quello di Todd Haynes è più di un mockumentary o di un omaggio al Dylan che più amiamo (non a caso è l'unico ritratto che lo stesso Dylan sembra aver davvero apprezzato), ma una miscela perfetta di musica, arte visiva, cinema. Fotografia rigorosa, sei registri narrativi che si intrecciano sul calare degli anni '70, quando le illusioni e le utopie di un mondo migliore si infrangevano definitivamente sul campo di battaglia di una guerra infinita e inutile. C'è la musica, allora, a risollevare le sorti di un'umanità stanca, a dar voce ai poveri e ai diseredati, ma c'è anche il cinema – di Todd Haynes – che ogni volta restituisce la magia delle atmosfere magiche perse nei ricordi.





Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte. [ Edgar Allan Poe ]
 
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view post Posted on 21/4/2008, 17:52Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/6/2009, 21:02


La mia nuova segnalazione verte su una pellicola del 2000 di Christopher Nolan.
Vi riassumo brevemente la trama ( senza finale, tranquilli!) giusto per avere un’idea!


Leonard, cercando di salvare la moglie da due malviventi,rimane ferito in modo grave alla testa.
Tale avvenimento gli provoca un trauma che gli causa l'impossibilità di accumulare nuovi ricordi. Il momento dell'incidente resta l'ultimo ricordo fissato nella sua memoria e,da lì in avanti, il protagonista vivrà con l'unico scopo nella vita di trovare e vendicarsi dell'uomo che ha violentato e ucciso sua moglie. Conscio del suo problema, prende appunti e scatta di continuo istantanee con la Polaroid per conservare tutto ciò che può essergli utile e che dimenticherà dopo qualche minuto. Il suo corpo diventa una sorta di block notes dove egli si appunta, facendosi tatuare, gli avvenimenti e i dati più importanti nella ricerca del colpevole.

La cosa che mi è piaciuta maggiormente di questo film è lo sviluppo della trama: questa viaggia su due strade parallele e le scene si alternano in ordine cronologico partendo dall’ultima. A questa sussegue la prima, poi la penultima, poi la seconda e via dicendo. Il film, in pratica, termina con la scena cronologicamente centrale dove viene spiegato tutto l’intreccio.
Questo tipo di montaggio, che all’apparenza puo’ sembrare incasinato, ripropone il punto di vista di Leonard che non dispone di memoria a breve termine e dimentica i fatti appena accaduti e, quindi, lo spettatore si trova nella sua stessa condizione gurdando scene senza conoscere cio’ che le precede.

Al di là della trama, il film fornisce un’ottima osservazione sulla necessità umana di legare gli eventi della vita ad una successione temporale definita. E nell’attimo in cui cio’ non è più possibile, essa diventa ingestibile.


Allego il link dove è possibile visionarne il trailer.

http://www.youtube.com/watch?v=ciMT3F5cPFQ


Alla prossima!

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view post Posted on 28/4/2008, 12:20Quote
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sognatrice indaffarata

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/3/2009, 19:26


CITAZIONE (Lou in the sky with diamonds @ 19/4/2008, 23:47)
Uscito da una manciata di mesi nelle sale cinematografiche, " Io non sono qua", film biografico sulla vita di Bob dylan attraverso le sue canzoni... I diversi capitoli della vita dell'artista interpretati da diversi attori tra i quali troviamo anche KAte Blanchett!!!!!!!!!!!!!!!

Per i curiosi inserisco il link del trailer visionabile su youtube.

http://youtube.com/watch?v=O6sr6Ao8xUU



Profeta, cantastorie, contestatore. Anticonformista, folle, genio assoluto del novecento. Io non sono qui è un viaggio nel tempo di Bob Dylan, attraverso il ritratto di sei personaggi – colti ognuno in un aspetto diverso della vita artistica e privata del menestrello americano – che intrecciano le loro storie di protesta, disagio, erranza e solitudine in una performance evocativa diretta da Todd Haynes. Anche stavolta, in un'ambientazione che riecheggia gli anni sessanta – avvicinandosi con forza alle tematiche dei suoi film più noti come Lontano dal paradiso e Velvet Goldmine – il regista americano sperimenta una narrazione frammentata e psichedelica, utilizzando sei diversi stili di regia all'interno di ogni microcosmo narrativo.
C'è Arthur, poeta simbolista che porta lo stesso nome di Rimbaud, interrogato e poi condannato da una commissione d'inchiesta per i suoi presunti legami con gruppi sovversivi e di estrema sinistra. C'è Woody (Guthrie) un bambino di undici anni scappato da un riformatorio e pronto a raggiungere il capezzale del morente omonimo, il cantante folk che ha influenzato per lungo tempo la musica di Dylan. Poi c'è Jack cantore della protesta al tempo della guerra in Vietnam, Robbie attore e motociclista, Jude l'androgino e cinico cantante folk, e per finire l'illuminato pastore John e il vecchio Billy (The Kid), ispirato al celeberrimo criminale. Quello di Todd Haynes è più di un mockumentary o di un omaggio al Dylan che più amiamo (non a caso è l'unico ritratto che lo stesso Dylan sembra aver davvero apprezzato), ma una miscela perfetta di musica, arte visiva, cinema. Fotografia rigorosa, sei registri narrativi che si intrecciano sul calare degli anni '70, quando le illusioni e le utopie di un mondo migliore si infrangevano definitivamente sul campo di battaglia di una guerra infinita e inutile. C'è la musica, allora, a risollevare le sorti di un'umanità stanca, a dar voce ai poveri e ai diseredati, ma c'è anche il cinema – di Todd Haynes – che ogni volta restituisce la magia delle atmosfere magiche perse nei ricordi.

...però non hai nominato Heath Ledger :huh:
..."IO NON SONO QUA" è l'ultima pellicola che ha girato (completa) prima della sua morte improvvisa...
beh aspettiamo "The Dark Knight" ennesima rivisitazione di Batman, dove Heath interpreta il Jocker, e purtroppo le ultime scene, causa prematura scomparsa, sono state digitalizzate al pc...vedremo...
GRANDE HEATH !

...porto dentro al cuore la forza di un sogno, nato tra le ombre di un bosco e la vita reale...

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view post Posted on 29/4/2008, 10:21Quote
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Se rispondessi dicendoti la mia su Heath andrei off topic percio' magari ne parleremo a voce....

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view post Posted on 30/4/2008, 10:54Quote
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Torno a scrivere in discussione segnalando un film che a me è piaciuto molto.

Si tratta de “ Il giardino delle vergini suicide” ed è basato sul libro dal titolo “ Le vergini suicide” di J. Eugenides. In effetti anche il film è stato pubblicato con i titolo originale “ The virgin suicides” ma pare che in Italia abbiano sta mania di tradurre i titoli aggiungendo o modificando…A volte anche cambiando completamente il titolo! Bah…

Gli avvenimenti narrati sono effettivamente accaduti in Michigan nella prima metà degli anni 70.
La pellicola è un affresco veritiero di una faccia dell’America di metà anni 70, quella contrapposta alle varie rivoluzioni di quel decennio. La società americana raccontata in questo film è quella borghese che tenta di uscire dalla precedente cultura religiosa rigida riflettendo tutti i freni socio-culturali che ancora la legano alla mentalità perbenista. Ed ecco quindi che lo spettatore si trova ad comprendere questo pensiero attraverso le azioni di un vicinato che vede ma non interviene di fronte ad una famiglia ostaggio di una madre bigotta che controlla le 5 belle figlie di età compresa tra i 13 e 17 anni e, quindi, nel pieno della loro adolescenza. Il loro segreto, mai celato nella vita sociale, è quello di catene invisibili di una madre bigotta e le scene girate da Sophia Coppola ( regista del film, figlia del celebre Francis) altro non sono che il chiaro dipinto di questo dolore sopportato in silenzio e mai gridato in tutto il film.

Altra nota più che mai positiva per il film : una colonna sonora assai godibile!


Aggiungo il solito link per raggiungere il trailer:
http://www.youtube.com/watch?v=uZ6cvgIGfH4


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view post Posted on 15/5/2008, 06:53Quote
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sognatrice indaffarata

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/3/2009, 19:26


SLEUTH - GLI INSOSPETTABILI con Michael Caine e Jude Law

Ho visto da poco questo film e l'ho trovato straordinario, intenso...perfetto.
Su Michael Caine non ci sono parole da aggiungere, è un genio.
E Jude Law sta al passo.
Ma il bello di questo film è che ci sono solo due attori, più una terza protagonista che verrà solo nominata e non apparirà mai.
Ve lo consiglio.
Bella anche la colonna sonora.
E niente male Jude Law ! (picccolo commento personale :wub: )

Di seguito vi riporto la recensione che ho letto su mymovies.it



"Portare sullo schermo un'opera scritta per il teatro può essere molto rischioso.
Lo sa bene Kenneth Branagh, specializzatosi in adattamenti shakespeariani.
Con Sleuth, l'attore/autore britannico stupisce – e convince – grazie alla modernità, l'attualità e la sobrietà del testo trattato, originariamente scritto da Anthony Schaffer (e già portato sullo schermo da Mankiewicz nel '72 con il titolo Gli insospettabili), ma qui rinnovato dal premio Nobel per la letteratura Harold Pinter, che ha accettato immediatamente la proposta di Branagh per lavorare a quest'opera sull'egocentrismo maschile, "la storia di due uomini in una stanza, uno più vecchio e l'altro più giovane, che combattono fisicamente e psicologicamente per una donna che noi non vedremo mai".
La vicenda ha inizio con l'incontro tra il celebre, egocentrico scrittore di gialli Andrew Wyke, e il giovane e affascinante amante di sua moglie, l'attore di origine italiana Milo (Tindolini) Tindle.
L'immediata competizione retorica tra i due uomini si trasforma rapidamente in un gioco raffinato e pericoloso partorito dalla fantasiosa mente dello scrittore: Tindle dovrebbe rubare i preziosi gioielli della donna per poi rivenderli e poter vivere di rendita insieme all'amata.
Un piano apparentemente impeccabile.
Ma un uomo geloso ed egocentrico come Wyke potrebbe davvero aiutare l'uomo che fa l'amore con sua moglie?
Non è facile mantenere alti ritmo e tensione in un film dall'impianto teatrale, interamente girato in un interno.
Se gli "uomini arrabbiati" chiusi in una stanza da Sidney Lumet nel '57 erano dodici, in Sleuth, con due soli uomini arrabbiati, la tensione si fa ancora più forte e pungente grazie alla capacità di Pinter di calibrare ogni battuta senza mai eccedere, di dosare il suo particolare umorismo nero con un senso di angoscia e d'inquietudine degni di un'altra sua eccellente sceneggiatura, quella di Il servo di Losey.
Ne deriva un thriller da camera che sfocia nella dark comedy, una raffinata e brillante partita all'ultimo sangue tra due uomini in lotta per il possesso di una donna, fantasma che aleggia continuamente nei discorsi dei due e ideale protagonista invisibile della storia.
Inquietante e divertente, grazie anche alle brillanti interpretazioni di Michael Caine e Jude Law (che dopo Alfie eredita ancora una volta un ruolo che fu di Michael Caine, Tindle nel film di Mankiewicz), Sleuth trova la sua forza anche nella raffinata ambientazione, la dimora escheriana di Wyke, antica all'esterno e ipermoderna e tecnologica all'interno, un mondo chiuso fatto di ascensori, telecamere e scale senza via di uscita, perfetta incarnazione dell'animo ambiguo e imprevedibile del suo proprietario. "

(tratto da www.mymovies.it)


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Maximello
view post Posted on 24/7/2008, 11:17Quote

Utente cancellato






Il produttore (quello che ci mette la grana) cinematografico Carlo Ponti diceva:
Se un film ha successo, è un affare; se non ha successo, è arte.

Il premio oscar Roberto Benigni ha detto:
Il cinema americano ha successo perché loro fanno bene i film.
Noi facciamo bene la pizza.

Sarà vero? Intanto buon appetito!
 
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view post Posted on 13/8/2008, 22:02Quote
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CITAZIONE (Maximello @ 24/7/2008, 12:17)
Il produttore (quello che ci mette la grana) cinematografico Carlo Ponti diceva:
Se un film ha successo, è un affare; se non ha successo, è arte.

Il premio oscar Roberto Benigni ha detto:
Il cinema americano ha successo perché loro fanno bene i film.
Noi facciamo bene la pizza.

Sarà vero? Intanto buon appetito!

Eh , se la metti così ;)


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10 replies since 9/4/2008, 16:35
 
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